La Puglia è una regione bellissima che ogni anno viene visitata da un numero crescente di persone provenienti da tutto il mondo, merita quindi una vetrina adeguata su internet. È quindi una regione dalle mille opportunità di business e Linkwelove rappresentava uno strumento molto importante in quanto permetteva di guadagnare online senza per questo appesantire o disturbare i visitatori. Internet non è un mondo immobile bensì un mondo in continuo cambiamento, di conseguenza cambia anche il modo di promuovere prodotti, servizi, territori e chi rimane indietro rischia di perdere enormi potenzialità. Piattaforme come link we love permettevano alle realtà aziendali e non solo della Puglia di raggiungere un numero potenzialmente sterminato di utenti mediante contenuti interessanti creati proprio per intrigare. L’era dei banner aggressivi e dei popup sembra ormai appartenere al passato anche perché gli utenti sono spesso letteralmente bombardati e finiscono per scappare. Molti utenti al giorno d’oggi sono perfettamente consapevoli dei banner e li riconoscono con estrema facilità finendo per ignorarli e rendere inutili gli investimenti, anche importanti, fatti dalle realtà aziendali.

Link we love: perché aveva successo

Linkwelove rispondeva esattamente a questa esigenza consentendo di trovare alternative valide e soprattutto perfettamente integrabili con i contenuti di siti e blog, senza che questo rappresenti in alcun modo un disturbo per gli utenti visitatori. Si pensi infatti alla possibilità per le aziende e per le realtà pugliesi di utilizzare link we love come una piattaforma pubblicitaria in cui inserire box contenenti articoli correlati con il contenuto della pagina in cui si trovano! Inutile sottolineare come questo modus operandi consente di dare agli spazi pubblicitari una visibilità davvero notevole, facendo così aumentare in parallelo anche i guadagni derivanti. Sono moltissime le realtà pugliesi che si sono registrate con linkwelove e hanno avuto modo di prelevare il codice da integrare sul proprio sito o blog per poi visualizzare articoli correlati su altri siti. Ogni volta che qualche visitatore cliccava sopra questi articoli veniva generato un guadagno. Attenzione però, a differenza dei circuiti pay per click la grafica di link we love era completamente personalizzabile il che consentiva di integrare alla perfezione i box nel sito di riferimento. Insomma le attività pugliesi con questa piattaforma avevano la possibilità di promuoversi e di diffondere i propri contenuti in modo discreto ed efficace, senza dare l’impressione ai lettori di voler unicamente promuovere prodotti o servizi. Questo modo di fare pubblicità incontra sicuramente i gusti di un pubblico sempre più esigente e permette di differenziarsi dalla concorrenza in modo intelligente e tutto sommato economico. Le realtà che si sono affiliate a questa piattaforma potevano guadagnare per ogni click e visita su uno degli advertiser. Inoltre Linkwelove era estremamente semplice da utilizzare anche da parte degli utenti meno tecnologici e permetteva risultati concreti in quanto sfruttava un algoritmo innovativo chiamato LoveRank utilizzato per mostrare annunci il più possibile pertinenti con i contenuti del sito. Facendo un esempio concreto una azienda pugliese specializzata in prodotti alimentari con Link we love avrebbe inserito il proprio annuncio all’interno di siti attinenti e in articoli che parlavano di turismo o di alimentazione. Anche l’integrazione dei codici con Link we love era davvero molto semplice e sono state previste anche estensioni (WordPress) finalizzate a rendere l’inserimento ancora più semplice.

Linkwelove: le alternative

Oggi purtroppo le cose sono cambiate in quanto Linkwelove non esiste più ma le realtà aziendali e le attività pugliesi possono comunque utilizzare degli strumenti alternativi per ottenere lo stesso servizio. Stiamo parlando di piattaforme come Google AdSense o di sistemi di affiliazione molto famosi come quelli realizzati da Ebay e Amazon. Meriterebbe una menzione anche PayClick, un servizio CPC che lavora anche con CPL, CPM e DEM (email marketing) e consente margini di guadagno davvero molto intriganti per gli editori.